Sempre un adulto di riferimento
Ogni allievo minorenne ha un genitore o un tutore collegato alla scheda, con i suoi recapiti. È a lui che si scrive quando c’è qualcosa da decidere.
Sicurezza I dati delle persone
Una scuola custodisce nomi, recapiti, pagamenti e, spesso, i dati di ragazzi minorenni. Qui restano dove devono stare: nella scuola, con le persone che ne rispondono.
L’allievo vede le sue lezioni, il docente le sue classi, la segreteria ciò che le serve per lavorare.
Per chi non ha diciotto anni c’è sempre un genitore o un tutore: firma il contratto e, sotto i quattordici, dà anche il consenso.
Contratti, consensi e modifiche importanti portano con sé chi li ha fatti e quando.
La propria scuola in tasca, senza la scuola degli altri.
Al momento dell’iscrizione il consenso al trattamento dei dati viene registrato insieme al testo esatto che è stato letto e alla data. Se il testo cambia, resta chiaro chi ha accettato quale versione.
Un quattordicenne non firma da solo: firma il tutore.
Ogni allievo minorenne ha un genitore o un tutore collegato alla scheda, con i suoi recapiti. È a lui che si scrive quando c’è qualcosa da decidere.
Il contratto parte con il link personale al tutore e torna firmato, con nome e data. La prova resta archiviata accanto al documento, non in una cartella a parte.
Avvisi e scadenze arrivano a chi ne è responsabile. Un quattordicenne non deve spiegare a casa un pagamento che non ha mai visto.
Giulia ha quattordici anni: il contratto lo firma il tutore, non lei.
Anteprima illustrativa. Nomi e date sono di esempio.
Compenso, IBAN e dati fiscali sono affari del docente e dell’amministrazione. Di nessun altro.
Un IBAN cambiato all’improvviso è uno dei modi più comuni di dirottare un pagamento: chi lo chiede ha sempre fretta. Qui il cambio non passa inosservato.
«Ciao, ho cambiato banca. Puoi aggiornare l’IBAN? Mi serve per il bonifico di oggi.»
Nessun pagamento parte da qui: la modifica compare in segreteria, da controllare prima del bonifico.
Il bonifico parte col nuovo IBAN, e resta scritto chi l’ha controllato e quando.
Anteprima illustrativa. Nomi, IBAN e orari sono di esempio.
Chi lavora in segreteria tocca molti dati. Chi non ci lavora, nessuno.
Segreteria, amministrazione e direzione aprono ciò che serve al proprio lavoro. Quando qualcuno arriva o se ne va, l’accesso si dà o si toglie in un attimo, senza toccare i dati.
Un incasso collegato, un contratto firmato, una presenza corretta: resta scritto chi l’ha fatto, quando e perché. Anche quando a correggere è la segreteria.
Lanning legge i movimenti del conto con l’autorizzazione che la scuola dà alla sua banca. Le credenziali restano alla banca, e l’autorizzazione si revoca quando si vuole.
Copie di sicurezza automatiche ogni giorno, conservate per una settimana, su server in Europa (Francoforte). E i dati di ogni scuola tenuti separati da quelli delle altre: un guasto o un errore non porta via la scuola accanto.
Lanning li custodisce per farla funzionare, non li usa per altro: niente pubblicità, niente profili, niente vendita a terzi. La scuola decide, Neurora esegue.
Le scelte raccontate in questa pagina corrispondono a punti precisi del Regolamento europeo sulla protezione dei dati. Li citiamo perché chiunque possa controllarli.
All’allievo arriva solo ciò che serve al suo corso: le sue lezioni, le sue presenze, i suoi materiali. Nessun dato in più «per sicurezza».
«adeguati, pertinenti e limitati a quanto necessario rispetto alle finalità»
Quando l’iscrizione a un corso finisce, l’accesso alle lezioni di quel corso finisce con lei. Il resto resta alla scuola, per il tempo che le serve davvero.
«per un arco di tempo non superiore al conseguimento delle finalità»
Un ruolo non deve ricordarsi di nascondere qualcosa: quello che non gli serve non gli si apre. È la differenza fra una spunta da togliere e un’app costruita così.
«non siano resi accessibili dati personali a un numero indefinito di persone fisiche senza l’intervento della persona fisica»
La traccia di ogni operazione — chi, quando, perché — resta a disposizione della scuola, che è la titolare del trattamento e tiene il registro.
«tengono un registro delle attività di trattamento svolte sotto la propria responsabilità»
Copie di sicurezza regolari, dati di ogni scuola separati dagli altri, e la possibilità di tornare indietro se un giorno serve.
«la capacità di assicurare su base permanente la riservatezza, l’integrità, la disponibilità e la resilienza dei sistemi»
La scuola è la titolare, Neurora il fornitore che tratta i dati per suo conto. Il contratto dice cosa può fare e cosa no, e i fornitori esterni sono elencati lì.
«tratti i dati personali soltanto su istruzione documentata del titolare del trattamento»
Accesso, rettifica, cancellazione, limitazione, opposizione e portabilità si chiedono alla scuola, che è la titolare. Lanning li gestisce con lei, dentro l’app.
«al più tardi entro un mese dal ricevimento della richiesta»
Citazioni dal regolamento (UE) 2016/679, testo italiano pubblicato dal Garante per la protezione dei dati personali. Le scelte tecniche sono quelle di Lanning; gli adempimenti formali — informativa, registro, nomine — restano in capo alla scuola. Testo del Regolamento.
Scrivici: rispondiamo con calma, caso per caso.